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Al centro del mirino...                         homepage


 Maria Carla Cebrelli per VARESE NEWS, 17/10/07

Il varesino Paolo Franchini presenta un libricino noir avvincente e pieno di colpi di scena. Sullo sfondo una tranquilla cittadina in riva al lago dal nome Garden Town.

Il cadavere di una ragazza trovato in riva al lago, un mistero da risolvere e tanti colpi di scena. Lo strano caso della donna husky (ed. Agar) e' un libricino che si legge d'un fiato ma dove niente e' trascurato. A cominciare dai luoghi che a molti richiameranno gli angoli conosciuti della provincia (per i lettori varesini il consiglio e' quello di tenere a portata di mano un dizionarietto inglese-italiano) a partire dalla città dove tutto si svolge, una piccola e tranquilla Garden Town in riva al lago. E' proprio vicino all'acqua che una mattina viene ritrovato il corpo dal volto sfigurato di Mary Lou Parker, una ragazza per bene scomparsa da casa alcuni giorni prima. Il caso e' affidato al detective Tippit, investigatore acuto e piuttosto cinico, che con astuzia e un po' di fortuna riuscira' a farsi strada tra gli indiziati e a seguire la pista giusta per risolvere il caso. L'autore Vernon Francis Beagle (in realta' c'è lo zampino del varesino Paolo Franchini) va dritto all'essenziale regalando al lettore una trama avvincente e piena di sorprese.

Il libro e' solo il primo racconto curato da Franchini per la collana Corti Thriller e pubblicato dalla casa editrice Agar. L'investigatore Tippit e' gia' pronto per una nuova avventura e sara' protagonista di una serie di libricini noir firmati dallo stesso autore.

Per chi non lo sapesse, Varese News compare nella top 10 dei siti internet di informazione piu' visitati in Italia.


THRILLER MAGAZINE, 17/09/07

Un thriller pubblicato da Agar edizioni, il primo di una serie dedicata a un cinico agente dell'FBI: ma chi e' l'autore Vernon Francis Beagle?

Una brava ragazza scompare da casa dopo una lite col fidanzato. Pochi giorni e il suo corpo sfigurato viene restituito dalle acque fangose di un laghetto. Alla comunita' di Garden Town, incredula e sconvolta, non resta che affidarsi al fiuto di Theodore Tippit, ex agente dell'FBI oggi in forza alla "omicidi" del XIV distretto. Un caso difficile, tanti sospetti, un colpo di scena inquietante. Lo strano caso della donna husky e' il primo di una serie di romanzi brevi che ha come protagonista il cinico Tippit. Nessun mistero invece sull'autore Vernon Francis Beagle, pseudonimo che cela in realta' l'italianissimo Paolo Franchini (il quale figura in copertina come "traduttore").

Paolo Franchini nasce pallido nel 1970 a Varese, citta' in cui vive, lavora e dalla quale risulta difficile smuoverlo. Dopo 5 anni elementari come Watson alla "Morandi"
e 3 anni medi come una birra chiara alla "Dante", trascorre 5 anni superiori e molto piu' smunti del solito al "Daverio". Del diploma conseguito fa l'uso migliore, evitando quindi di entrare in banca. Impiegato oggi a tempo pieno in una Srl che ne tutela gelosamente il pallore, appena può abbandona i numeri altrui per dare i propri, scrivendo o dipingendo.

Questa recensione e' stata pubblicata anche da:

GAMEPRESS (agenzia di stampa dedicata al gioco, alla narrazione e alla cultura)


Giovanni Daco' per LA PROVINCIA, 03/09/07

... L'aspetto editoriale porta avanti progetti originali. Da citare ci sono senza dubbio la rivista Arcipelago, valore aggiunto per Varese e il progetto "Prime pagine", che realizza l'intento della "Palestra dei nuovi talenti" e ha dato risultati con la pubblicazione di Agar Edizioni de "Lo strano caso della donna husky" di Paolo Franchini ...

Stralcio di un'intervista a Ester Frasisti per i 10 anni del Cavedio.
La Provincia, pagina 26.


Bruno Belli per LA PREALPINA, 29/08/07

Si dice America
ma e' Varese, citta' ideale per un thriller

Qualcuno affermo’ piu’ volte, in passato, ed anche in momenti piu’ recenti, che la citta’ di Varese non sia un luogo cui si penserebbe, di primo acchito, per ambientarvi un giallo. Insomma, Varese non sarebbe una citta’ da thriller, o noir, come lo sono state, e tuttora ne vantano i primati, Londra con Agatha Christie e numerosi altri autori, Parigi con Simenon, Milano con Scerbanenco. Eppure di “nera” questo stesso giornale, fin dalla sua nascita, nel lontano 2 dicembre 1888, ne conta.
A spiazzarci tutti e’ arrivato il giallista Vernon Francis Beagle, tradotto dal varesino Paolo Franchini, il quale altri non e’ - lo riveliamo subito ed il lettore ne capira’ il motivo - che la stessa persona. Si’, perché il libro recentemente uscito per “Agar edizioni” in quel d’Origgio, altri non e’ che dello stesso Paolo Franchini che, per scelta editoriale, ha assunto lo pseudonimo “americano” di Vernon Francis Beagle, figurando come traduttore di quella che e’ “in toto” una sua creazione.
Sono numerosi i motivi d’interesse attorno a questo breve noir di poco piu’ di 75 pagine. Innanzi tutto, l’autore. Varesino, classe 1970, amico dello scrivente – se il fatto puo’ contare per una recensione – fin dall’infanzia, abitando dirimpetto l’uno all’altro, frequentatore di quella “gabbia poliforme” di “Nuova Bohéme artistica” che ruota attorno ai “mezzi pazzi” (in senso strettamente affettuoso e amichevole) de “Il Cavedio”, fucina creativa di sperimentatori artistici, in quella strana “Piccola Brera” ben conosciuta soprattutto dai giovani varesini. Ma gli artisti non sono forse savi solo per meta’? Quindi, ecco che li amiamo e li apprezzano cosi’ come sono, soprattutto quando dipingono validi quadri, creano fotografie d’alto livello e scrivono romanzi di sicuro valore letterario. E, per l’appunto, l’ultimo sabato del luglio scorso, proprio a “Il Cavedio”, Paolo Franchini, ha presentato il suo “Lo strano caso della donna husky”, ambientato in una citta’ “americana” nella quale il lettore attento riconoscera’ Varese. Ecco il secondo motivo per leggere il romanzo: pur dietro la finzione, nella citta’ degli Usa si cela Varese. Scorno a quel qualcuno che affermava che “La bella risvegliatesi” non si presta al noir. Non e’ un caso il nome della cittadina americana: Garden Town. Ergo, Citta’ Giardino. Poi, ci sono altri tratti: la lunga “avenue” che “raccorda” la citta’, l’“Europe” (chi non riconoscerebbe Viale Europa?), oppure, e mi fermo con questi due ultimi esempi per non svelare il resto e non far perdere al lettore il piacere di “sviscerare” dalle righe luoghi e oggetti familiari, la rete televisiva “Double Five Channel” (alla lettera “Canale 55”, ergo “Rete 55”) ed il quotidiano “Evening’s Messenger”, dietro il quale possiamo vedere il “Corriere della Sera”.
No, non c’e’ “La Prealpina”, ma glielo perdoniamo, anche perché la potremmo trovare in futuro. Infatti, Paolo Franchini, che sara’ anche mio ospite a “Il Caffé della cultura” di Varese nella seconda parte della stagione, quindi, dopo le festivita’ natalizie, per quel tempo, dovrebbe avere pubblicato – lo rivela in confidenza e non ditelo troppo in giro – un successivo romanzo, questa volta per un editore Svizzero che salto’ dalla scrivania del suo ordinatissimo ufficio come un gatto innamorato, quando vide che la storia si ambientava proprio a Varese. E si’, perché “Dolce Varese” e’ il giallo che Paolo Franchini sta scrivendo, aprendo una porta interessante: la possibilita’ di avere anche noi un detective nostrano, che l’autore s’inventera’ come gli aggrada, il quale si muovera’ tra il noto campanile e la tranquilla “vasca” di Corso Matteotti, tra le periferie poco conosciute da molti degli stessi Varesini e le meraviglie naturali ed artistiche del Sacro Monte. Chi scrive attende, anche perché e’ rimasto soddisfatto di questo breve romanzo.
Ecco il terzo motivo per leggerlo: si tratta di un bel noir dai tratti spigolosi ed aguzzi, mescolati ad una leggera ironia che permea il personaggio del “duro” detective Tippit, cosi’ cinico da rasentare la caricatura del poliziotto americano alla Marlowe. Non le ho contate, ma se Tippit non si e’ fumato un migliaio di sigarette in 77 pagine e non ha scolato una cinquantina di litri di birra nello stesso intervallo, parendo piu’ un Turco che un Americano, io mi potrei chiamare Liz Taylor. La vicenda e’ ben costruita, serrata, i dialoghi scoppiettanti e incalzanti, i personaggi ben delineati. Unico appunto, ma che puo’ fare solo un barboso critico letterario: mi e’ piaciuto poco il comparativo “sia... che”, usato da Paolo Franchini al posto del piu’ corretto “sia... sia”, ma e’ un’inezia che puo’ interessare solo a chi state leggendo, attento alla forma, oltre che al contenuto. Dubbio: e se il “sia... che” fosse voluto per fare il verso all’ipotetica traduzione di quella mezza lingua biascicata che e’ l’“Americano” (non che l’Inglese sia meglio...)? Ci ho pensato. Mistero degno del “duro” Tippit che, ovviamente, non mi degnerebbe di una risposta, ma si accenderebbe soltanto sul mio naso una sigaretta e mi volterebbe subito le spalle...


Dall'occhiello in prima pagina:
"Dietro Garden Town la Citta' Giardino, una Varese all'americana"

Per dovere di informazione, la fotografia di PF pubblicata da La Prealpina
e' di Monica Bulgheroni (2006).


Ambretta Sampietro per IBS, 23/08/07

Opera prima di Paolo Franchini, con lo pseudonimo di Vernon Francis Beagle pubblicata per la collana "i corti thriller" di Agar Edizioni, prefazione di Paolo Roversi. A Garden Town viene ritrovato il cadavere di Mary Lou Parker bibliotecaria part-time alla locale Respiting Primary School. La ragazza ha gli occhi di colori diversi, ma sfortunatamente la mancanza di uno di essi sul cadavere ritrovato a galleggiare nelle acque melmose del lago ne ritarda l'identificazione. L'investigatore Tippit, cinico compagno di una ballerina di lap-dance riesce tuttavia a venire a capo della vicenda e a individuare in extremis il colpevole con un colpo di scena inquietante e un finale con il raccapricciante utilizzo degli attrezzi del mestiere dell'assassino.
Il libro è ironico e tagliente, con alcuni divertenti personaggi di contorno quali la nonna Theresa dai piedi puzzolenti.

Voto 5 su 5.


TRE DATE ALL'ANNO, Agosto 2007

Dalla pubblicazione "10 ANNI DI CAVEDIO"

Il 13 gennaio 2007 viene presentato il progetto "Prime pagine". Scrittori affermati e esordienti raccolgono in un semplice book le prime pagine di libri che un giorno saranno famosi. Una breve sinossi dell’opera e alcuni cenni sull’autore completano la
presentazione.
Nel luglio dello stesso anno una di queste opere, Lo strano caso della donna husky, trova una pubblicazione per le edizioni Agar. Si attendono altri sviluppi.

L'intera sintesi della storia del Cavedio la trovi
qui.


Stefano Favaro per MILANONERA, 14/08/07

Lo strano caso della donna husky 

A Garden Town viene ritrovato un corpo privo di vita di una ragazza.
Tutti pensano che sia di “lei”. Ed è proprio così, il cadavere, orribilmente martoriato dagli animali, è quello della ragazza scomparsa da alcuni giorni e di cui tutta la tranquilla cittadina
è morbosamente a conoscenza.
Il detective Tippit viene incaricato del caso che non presenta molti indizi concreti: solamente un ex fidanzato potenzialmente violento e un’agenda con gli ultimi appuntamenti della ragazza. Al nostro eroe però queste poche informazioni bastano per dare un volto ed un nome ad un assassino.
Ammetto di avere un debole per gli scrittori americani, di loro apprezzo lo stile asciutto fatto di frasi brevi e fatti descritti con precisione evitando lunghi periodi
dispersivi, di personaggi essenziali e descritti più attraverso i loro comportamenti che con lunghe, noiose e ultraprecise descrizioni delle loro intenzioni. Trovo tutti questi fattori in questo romanzo, breve ma che non ha nulla da invidiare a libri ben più prolissi.
Se dovessi fare un paragone non mi sembra azzardato richiamare un mito come Connelly.

Questa recensione e' stata pubblicata anche da:

IL PENDOLARE (il blog di chi viaggia in treno per lavoro)
PAGINE APERTE (il network italiano dei portali letterari)
BLOGBABEL (la raccolta dei blog italiani)


Barbara Zanetti per LA PREALPINA, 27/07/07

Un corto-thriller varesino

Domani alle 19, per "l'aperitivo con l'autore", al Cavedio di Fiorenzo Croci verra' presentato il corto thriller, edito da Agar, "Lo strano caso della donna husky" scritto da Vernon Francis Beagle - Paolo Franchini.
"Il thriller e' ambientato a Garden Town, ma un lettore attento puo' riconoscere tranquillamente
Varese nella descrizione della citta'", dice Paolo Franchini, classe '70, impiegato in una multinazionale e con il "pallino" per i gialli. In copertina, una foto del varesino Giacomo Vanetti. La prefazione del corto e' di Paolo Roversi. E il protagonista, il cinico detective Tippit.


Guido Angeli per CREA, 01/08/07

Lo strano caso della donna husky

Un libro da leggere tutto di un fiato, un episodio di una delle tante serie TV su carta... o forse la carta da cui si ricaverà un episodio TV? A voi il giudizio... 
A me il compito di consigliarvi un libro ricco di colpi di scena, scritto con grande maestria e con una coinvolgente trama televisiva, che vede protagonisti personaggi forse sconosciuti ma a noi tutti ben noti solo dopo poche righe. Buona lettura!


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